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  • Ambra PISCOPO

L'intelligenza emotiva

Che cos’è l’Intelligenza Emotiva? O si è intelligenti o si è emotivi! A molti quest’espressione sembra un ossimoro, l’unione di due concetti opposti. In realtà, comprendere che cosa significa “intelligenza emotiva” ci permette di capire molto meglio come funzionano le persone e come possiamo allenarci per essere più efficaci e felici.

Le emozioni influenzano il nostro modo di sentire, pensare ed agire.

A seconda del nostro stato d’animo percepiamo in maniera differente le informazioni della realtà che ci circonda e tendiamo a cogliere aspetti diversi dell'ambiente intorno a noi. Inoltre, ciascuno di noi tende a ricordare e richiamare alla memoria le informazioni che sono coerenti con i sentimenti che stiamo provando in quel preciso istante, ad esempio: ho paura e riporto alla mente episodi in cui ho provato paura oppure sono felice e riporto alla mente episodi e ricordi di felicità. Ma come è possibile questo?

La risposta è semplice quanto destrutturante, infatti, i processi che utilizziamo per "pensare" e per "sentire" sono totalmente interdipendenti, in poche parole: il pensiero analitico e i sentimenti sono prodotti dalle stesse cellule e dalle stesse reazioni chimiche.

La metafora dell’iceberg

Ognuno di noi è una persona con le sue complessità e individualità, ciascuno possiede una sua personalità, ha un suo diverso modo di vivere, di relazionarsi con le altre persone e di comportarsi in un modo che gli altri spesso trovano difficile da comprendere. Ma le persone agiscono sempre per delle ragioni e degli scopi e le emozioni sono un’importante fonte d’informazione per capire il perché di molti comportamenti e decisioni.

Prova a pensare ad un iceberg. L’iceberg è una struttura di ghiaccio imponente che mostra sopra la superficie dell’acqua circa il 15% della sua massa, mentre il restante 85% rimane sommerso. Quello che noi vediamo dell’iceberg può essere paragonato a ciò che di noi stessi mostriamo agli altri e di cui siamo consapevoli, mentre la restante parte, che rimane nascosta sotto l’acqua, è paragonabile ai comportamenti, alle sensazioni, emozioni, abitudini, valori e giudizi che teniamo dentro di noi. Comprendere ciò che non si vede in superficie e sfruttare questa consapevolezza è quanto ci permette di produrre valore in ambito lavorativo e famigliare.

L'intelligenza emotiva ci permette di esplorare e comprendere gran parte di quello che nascondiamo sotto la superficie a noi stessi e agli altri. Se riusciamo a comprendere questi nostri stati emotivi diveniamo più capaci di usare strategicamente le nostre emozioni per poter effettuare le scelte migliori.

Definiamo Intelligenza Emotiva un insieme di competenze che ci permettono di integrare la parte razionale del nostro cervello con quella emozionale al fine di prendere decisioni ottimali in ambito lavorativo e famigliare. Il modello indaga le tre aree dell’Intelligenza emotiva: Self Awareness, Self Management e Self Direction.

Uno dei grandi vantaggi che si ottengono quando si studia l'intelligenza emotiva è la possibilità di riflettere su se stessi e sugli altri.

L'Intelligenza Emotiva può essere di grande aiuto nel lavoro come nella vita privata. Non è una sostituta dell'intelligenza tradizionale, non rimpiazza le competenze tecniche specifiche, ma integra gli skills manageriali e gestionali con ulteriori abilità in grado di supportarci nel raggiungimento degli obiettivi posti.

La verità è che non si può evitare di interagire con gli altri, l'unica cosa che si può decidere è se farlo prima o dopo che qualcosa sia già accaduto.

Un collaboratore, per esempio, che ci chiede per 5 volte un aumento non lo chiede sempre con lo stesso stato d'animo, e spesso arrivati alla conclusione del rapporto, 'rilanciare' può non servire e se la persona che va via era per l'azienda una risorsa importante forse vale la pena domandarsi se prevenire è meglio che curare! L'esempio vale per un aumento di retribuzione, per una spiegazione attesa, per un colloquio mancato e per mille altre situazioni che si verificano quotidianamente all'interno del nostro ambiente lavorativo.

Basta immaginarci protagonisti di una di queste situazioni per comprendere quanto le emozioni influenzino e determinino le nostre scelte.

Riconoscere, quindi, il ruolo da esse ricoperto all'interno della nostra vita e di quella delle persone che ci circondano, rappresenta il primo passo verso un modello gestionale orientate alla centralità della persona intesa come insieme di competenze professionali ed emotive.


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